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Immobiliare USA | La ciclicità del mercato statunitense

Immobiliare USA | cosa fare quando il mercato scende

18 September, 2018

La ciclicità del mercato immobiliare USA, cosa fare quando il mercato scende 

Investire negli Stati Uniti sfruttando le diverse fasi del mercato immobiliare

È risaputo che l’economia americana è storicamente dominata da una ciclicità quasi monotona dei propri mercati. Nemmeno il mercato immobiliare si sottrae ovviamente a questa legge quasi naturale che domina l’andamento verso l’alto o verso il basso dei valori relativi ad ogni comparto economico negli USA. In particolar modo abbiamo potuto assistere nell’ultimo decennio ad un vero e proprio sali scendi da montagne russe proprio nel mercato che ci riguarda più da vicino, quello immobiliare appunto.

La grande spinta verso il basso che fa ormai parte della storia economica americana moderna ed è conosciuta come la “crisi dei subprime” risale al 2008 ed è stata il frutto di una combinazione esplosiva tra una bolla immobiliare speculativa senza precedenti e la superficialità delle banche americane nel concedere mutui senza sufficienti garanzie alle famiglie americane.

Ora è abbastanza evidente che sia alquanto difficile se non impossibile il ripetersi di una situazione simile a quella sopra citata, in quanto la lezione per l’economia americana dovrebbe essersi rivelata sufficientemente dura, e conseguentemente tutti gli addetti interessati sono oggi ben più vigili ed accorti nel gestire il fenomeno, soprattutto dal punto di vista bancario.

Questo significa che nonostante la crescita del settore sia costante ed equilibrata da ormai un decennio, potrebbe verificarsi anche nel breve periodo una diminuzione del trend se non un calo, peraltro del tutto fisiologico, che andrebbe vista non come un danno, ma come un’ulteriore opportunità per gli investitori. Perché? Perché mentre potrebbero scendere i valori d’acquisto delle proprietà, e ricordiamoci che chi compra da OPISAS, compra a prezzi estremamente competitivi, mettendosi al riparo da eventuali minusvalenze, quello che sicuramente non calerebbe è il valore degli affitti o perlomeno calerebbe in misura molto lieve, contemporaneamente ad una probabile diminuzione delle spese come property taxes ecc. ecc.,  facendo in modo che il rendimento degli investimenti in immobili a reddito mantenga il suo valore nonostante il valore del capitale investito potrebbe rivelarsi minore rispetto al momento dell’acquisto.

Di conseguenza in una situazione come questa, è sufficiente mantenere la proprietà degli immobili in attesa di un ulteriore ciclo di crescita che non tarderà ad arrivare, mentre nel frattempo si è generata un’opportunità non trascurabile per poter acquistare ulteriori immobili a prezzi ancor più competitivi, valutando poi in un futuro prossimo la possibilità di vendere realizzando il capital gain auspicato ovvero la plusvalenza attesa.

Concludendo si può senza ombra di dubbio considerare un eventuale calo del mercato immobiliare a reddito statunitense, come una mera parentesi in cui pazientare in attesa della prossima impennata, o per chi ha capacità di portafoglio, come un ulteriore occasione per fare ottimi affari, senza dimenticare che in entrambi i casi la rendita dell’investimento mantiene un valore assolutamente interessante.

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